altre poesie di fabrizio centofanti

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Blogger: fabry2005
Nome: fabrizio centofanti
un sacerdote laureato in lettere moderne con una tesi su italo calvino. ho scritto tre libri e sto preparando il quarto, ma non so se riuscirò mai a finirlo... basta che non sia lui a finire me.

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lunedì, 30 ottobre 2006

polisindeto

i lampioni sono mare,

nella mente inumidita,

lampare di strada dove neri pescatori

si spiano nei gesti della notte.

la voce è sabbia. la consistenza inutile  del vento

in una notte di false profezie

è pane diventato pioggia.

non c'è silenzio, ma un suono a intermittenza,

dolore afono

che raschia la gola del futuro.

Postato da: fabry2005 a 11:38 | link | commenti (29)

martedì, 26 settembre 2006

cammeo

una strana bellezza t'incantò

madre della repressione e della cura,

nella dura nevrosi

dell'altezza: passò

logorata dai perché la follia

dell'amore, psicosi

della malattia, infervorata

contro lo sfottò della scelleratezza.

la gioia deviata della gelosia

ti attraversò, come una cupa angoscia

d'allegria e la magrezza

ti segnò la corsa: un canto,

per schivare la paura.

Postato da: fabry2005 a 15:06 | link | commenti (33)

venerdì, 22 settembre 2006

camaldoli

il tempo è lo specchio

del guardarsi dentro

il muscolo del duplice pensiero

della mente che crede, da un pavimento all'altro

al chiaroscuro del giovane e del vecchio

piegarsi, ritrovarsi

in un'unica illusione di vedersi fuori

e immaginarsi

lo spazio della sua concentrazione

lo strazio del volersi uniti

e inabissarsi

nel profondo del secchio,

intorpiditi.

Postato da: fabry2005 a 11:12 | link | commenti (34)

giovedì, 21 settembre 2006

links

non lesinò mai la solitudine

dell'estate invidiosa, la sua guerra

del mare con la morte, l'arte del passeggio

fra turisti in fuga e desideri inconsci

di riposi ventilati, effimera fatica

del ritrovarsi invasi da sudori d'attese

e camerieri del nulla, restaurati

per estasi coatte di pane e coperti.

il menu si profila tra ponte e nudità

fra il negozio e il fronte

di profondità mancate. a monte,

verità salvate, con nome.

Postato da: fabry2005 a 10:59 | link | commenti (21)

giovedì, 07 settembre 2006

II

si perde un figlio, solo, nella notte

un colpo nella tempia, una ceramica

rotta di nascosto, senza mettere

i cocci sotto il letto.

suicidio, dicono, articolo di fondo

non chiedersi il perché del già confuso

col rosso dei capelli, i colori

di dentro, e gli abiti neri della madre

corpulenta e sudata

stilettata inutile

nell'ultima chiamata al cellulare.

Postato da: fabry2005 a 11:18 | link | commenti (9)

lunedì, 14 agosto 2006

I

la paura sottostante, la pineta, e l'ombra

onnipresente della madre, nelle grida violente,

l'impressione di scavare in una pietra,

l'ultima versione: il rumore e il clangore,

nonostante. la domanda, perché, perché tre volte

- come se ci fosse una ragione - l'onta, il bisogno di lavare,

di distruggere il muro della pelle. di tutto,

rimane quel recinto, e il pino,

l'insensato silenzio delle stelle, come in sogno.

Postato da: fabry2005 a 09:00 | link | commenti (9)

giovedì, 06 luglio 2006

selva dei suicidi

si cerca scampo anche nelle tenebre

quando il cerchio è un baratro che s'apre

sotto un ponte leggero. non basta l'innocente

varco nel cuore, la penna d'aquila

che cresce come il dubbio, all'alba,

nella luce inaccessibile. il più semplice intento

rotola nel gorgo, nella casa

del naufrago veggente.

Postato da: fabry2005 a 11:16 | link | commenti (33)

venerdì, 30 giugno 2006

canto del cambio

si brucia tutto soltanto per sentirne

l'odore. la palude è secca

non c'è più la vibrazione

di un canto o di un castigo:

solo pioggia che non vuole cadere,

astri avvolti in mantelli da battaglia.

nella stanza c'è il ladro dei ricordi,

anima nera che fuma nell'attesa:

guarda il fiume - miraggio cangiante

che canta, con voce turchina.

 

Postato da: fabry2005 a 15:05 | link | commenti (10)

martedì, 27 giugno 2006

è là

l'ansia è una finestra che tradisce,

un'abitudine, come stare all'erta

in una notte allegra, quando il caldo delle mani

sorride di livida indolenza.

arriva all'improvviso, decorata

con segni di tediosi testamenti, con chiavi,

che di volta in volta s'impregnano

di odori o di respiri.

sogni? qualcuno chiama ancora

dal ponte cancellato,

una voce,

che s'ignora.

Postato da: fabry2005 a 15:32 | link | commenti (13)

lunedì, 26 giugno 2006

terre emerse

sognare è sapere, dicevi, per questo

dormire è cambiare, vedere fanali improvvisi,

su strade d'azzurro. il palazzo ha un giardino

di pietra, cancelli melodici chiudono

ritmicamente la via.

sapere, trovare il guardiano che grida

da porte di ghiaccio.

è solo la luce, pensavi, che fende,

che scricchiola piano, la tenebra

il tutto che illumina,

invano.

Postato da: fabry2005 a 11:29 | link | commenti (29)